Quando la scuola fa paura: la fobia scolastica

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Di Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe)

Non ci sono dubbi: dopo la famiglia, l’istituzione formativa per antonomasia è la scuola, che contribuisce non solo alla crescita educativa e culturale della persona in divenire, ma anche (e soprattutto) arricchisce le abilità sociali e contribuisce al determinarsi della personalità, in termini di sicurezza, autonomia, autostima.

Eppure, non è così rara l’esperienza di famiglie che, ad un certo punto del percorso scolastico dei propri figli, si ritrovano, quasi improvvisamente, di fronte a rifiuti di alzarsi la mattina, prepararsi, prendere lo zaino dei libri ed andare a scuola. Rifiuto che può manifestarsi anche con sintomi fisici: mal di pancia, mal di testa, pianto. Perché succede? Si tratta sempre e solo di “capricci”?

La fobia scolastica (quando si tratta effettivamente di questo problema) indica una condizione emotiva che manifesta connotazioni ben precise, quali disagio, provocato da ansia e/o timore eccessivi, che si presentano al momento di andare a scuola e/o durante le ore scolastiche e si caratterizzano per i seguenti comportamenti problematici e sintomi psicosomatici: elevata reazione di ansia quando il bambino esce da casa, arriva davanti alla scuola, o entra in classe, fino a veri e propri sintomi da panico; il livello di ansia può essere presente fin dalla sera precedente ed il sonno può anche venire disturbato da incubi o risvegli improvvisi. Il modello del rifiuto scolare è stato elaborato da Kearney e Silverman nel1996 ed evidenzia le seguenti variabili:

  • evitamento di situazioni o oggetti specifici che provocano paura o ansia;
  • evitamento di situazioni sociali ansiogene;
  • richiesta di una maggior vicinanza ed attenzione da parte delle figure significative;
  • ricerca di rinforzi positivi al di fuori della scuola.

Sebbene l’età d’esordio della fobia scolastica è di solito intorno ai 5-6 anni, può manifestarsi intorno ai 10-11 anni o addirittura tra i 12 e i 15 anni, e quindi può coincidere con i momenti di passaggio dalla scuola d’infanzia alla primaria, dalla primaria alla scuola media e dalla scuola media alle superiori.

Di fronte al dubbio di essere in presenza di sintomi riconducibili a fobia scolastica è bene – che si sia genitori o insegnanti – rivolgersi a specialisti che possano valutarla e, nel caso, intervenire.

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